Renato Zangheri viene chiamato in giunta dal Sindaco Giuseppe Dozza, che lo nomina “assessore per le Istituzioni culturali cittadine”: una delega nuova, mai istituita in Italia prima di allora.
Correva l’anno 1959. La Zanichelli era nata, a Modena, esattamente un secolo prima, ma già nel 1866 aveva trasferito la propria sede nel capoluogo emiliano, proprio in quel palazzo dell’Archiginnasio che avrebbe dato i primi uffici all’assessore Zangheri. Gli anni in cui il giovane Prof. Renato, trentaquattrenne, appena ottenuta la cattedra di Storia economica all’Università di Trieste
comincia la sua carriera di amministratore pubblico bolognese, sono anni di svolta per la Zanichelli: dopo una stagione olivettiana, Giovanni Enriques decideva infatti di occuparsi in prima persona della azienda di famiglia, affidandone la direzione editoriale all’ingegnere Delfino Insolera, anch’egli con esperienze in Olivetti. Insolera è stato un intellettuale anomalo: figlio del matematico Filadelfo, laureato in ingegneria e filosofia, attivo nei GAP a Milano, fu sempre, davvero, immerso nelle due culture e convinto assertore di una divulgazione corretta dei saperi.
L’insediamento di Insolera in Zanichelli coincise con la scelta di rivalutare la grande tradizione scientifica della casa (Darwin, Einstein, Fermi).
Nel 1961 Zangheri pubblicò con Zanichelli La proprietà terriera e le origini del Risorgimento nella pianura bolognese, I, (1789-1804), uno studio in cui i documenti catastali vengono utilizzati per ricostruire lo sviluppo proto-capitalistico dell’agricoltura della pianura bolognese.
Sostenere che fra l’attività di Zangheri – di studioso attento alle politiche pubbliche e di politico attento ai dati di realtà – ed il nuovo corso della Zanichelli di Insolera e Sofri sia esistito un rapporto culturale diretto è certamente un forzatura: si può però affermare che, in un momento di sua revisione strategica, via Irnerio si giovò del terreno fertile creato dall’amministrazione comunale (basti pensare al ruolo che ebbe, nel progetto PSSC, l’istituto Aldini Valeriani). E questo ben prima che Zangheri diventi sindaco, nel 1970. Nelle vicende di Zangheri e della Zanichelli sono rinvenibili alcuni fili di connessione. Innanzitutto la grande attrattività di Bologna. Al pari di Zangheri, riminese, anche gli olivettiani Insolera e Giovanni Enriques venivano “da fuori”: d’altronde lo stesso era valso, qualche decennio prima, per Nicola Zanichelli e Francesco Zanardi. Insomma Bologna attrae ed è capace di trattenere. Venuti da fuori, Zangheri e Insolera furono due bolognesi.
Federico Enriques
