Negli anni ’70 era ancora vigente il Regio Decreto 383/1934, abrogato solo nel 1990, che prevedeva la gestione facoltativa dello sport non compreso nelle spese obbligatorie e i servizi previsti dall’art. 91 per i Comuni. Il sistema sportivo era centrato sul CONI, costituito con Regio Decreto n. 426 nel 1942.

Il decentramento per lo sport si completa solo con la Legge Regionale n. 20 del 1979, che disciplina la realizzazione e il potenziamento degli impianti destinati ad uso pubblico, diffonde e potenzia la tutela sanitaria delle attività sportive, promuove l’aggiornamento e la qualificazione tecnica degli operatori sportivi, sostiene iniziative pubbliche e private a carattere sportivo e ricreativo ed istituisce la Consulta regionale per i problemi sportivi.

Il Comune, con l’assessore Montanari nel 1973, individua il ruolo primario degli Enti locali per affermare la scelta dello sport come servizio sociale. Indica come finanziarlo: con una quota dei proventi del CONI, con stanziamenti di bilancio regionali dedicati, con una legge comunale che preveda l’obbligatorietà delle spese per lo sport. Indica come sostenerlo: con il conferimento ai Comuni del patrimonio immobiliare e delle attrezzature ex GIL (Gioventù Italiana del Littorio). Indica come gestirlo: con la gestione diretta dei servizi sportivi da parte del Comune o dell’associazionismo.

Nel 1979 il Comune, con deliberazione consiliare P.G. n. 43339, istituisce la Consulta cittadina per lo sport approvandone il regolamento di funzionamento e coinvolgendo CONI, Enti di Promozione Sociale, Provveditorato agli studi, Consorzi sociosanitari, medici sportivi e Quartieri.

Numerosi saranno gli interventi di edilizia sportiva realizzati, in particolare nel baseball, allora sport sprovvisto di campi di gioco, nella piscina Spiraglio, nei centri sportivi alla Lunetta Gamberini e all’Arcoveggio e nelle manutenzioni del patrimonio ereditato.

L’impulso politico del Comune nello sport professionistico e ricreativo aumenterà i risultati di entrambi. Nel professionismo: il calcio con due Coppe Italia del Bologna FC; la pallacanestro con una Coppa Italia e tre scudetti della Virtus, con tre squadre di basket bolognesi in Serie A; il baseball con tre scudetti della Fortitudo Bologna.

Non da meno fu la partecipazione popolare alle attività promosse dalle Polisportive e dalla UISP che, grazie all’impegno del volontariato, in quegli anni affiancarono alle tradizionali discipline delle bocce, del ciclismo, del podismo campestre, della ginnastica e del pattinaggio anche corsi di arti marziali, campionati di calcio, pallacanestro e nuoto, con copiosi campioni federali. Dal 1948 viene promosso lo sport femminile. Negli anni ’70 si promuovono le camminate non competitive domenicali, tra le quali le cosiddette galaverne, tuttora esistenti, la cui eredità di partecipazione popolare sarà raccolta dalle camminate cittadine come la Strabologna, oggi alla 45ª edizione.

Dal 1977 vengono introdotte le attività natatorie e motorie per persone con disabilità.

Importanti furono anche le iniziative di collaborazione pubblico-privato, come il trofeo Lorenzo Seragnoli di minibasket, oggi alla 53ª edizione.

Ivan Lisanti