È datata 1° dicembre 1979 una lettera aperta, firmata da 13 autorevoli personalità del mondo accademico, culturale e politico cittadino, indirizzata “alle Amministrazioni democratiche della Provincia e del Comune”, per chiedere la “costituzione a Bologna di un Centro di studio e di documentazione della storia sociale della psichiatria e dell’assistenza”. Era passato poco più di un anno dall’approvazione della legge 180/78, che aveva sancito la chiusura dei manicomi, ma in questo appello si voleva sottolineare l’importanza di salvaguardare la storia della psichiatria e della follia e di conservare il patrimonio culturale, racchiuso nelle biblioteche e negli archivi “eccezionalmente ricchi” degli enti psichiatrici presenti nell’area bolognese.
Qualche mese più tardi, nella seduta del 22 aprile 1980, il Consiglio Provinciale deliberò la creazione del Centro studi, individuando la sede nella struttura dell’Ospedale Psichiatrico “Roncati”, in via Sant’Isaia, 90 e affidandone la direzione al prof. Ferruccio Giacanelli.
Nel 1988, il Centro di studio e documentazione sulla storia della psichiatria e dell’emarginazione sociale, con delibera del consiglio provinciale approvata all’unanimità, dopo la prolusione del prof. Renzo Canestrari, venne intitolato a Gian Franco Minguzzi, all’indomani della sua morte (avvenuta il 19 marzo 1987). Il Centro assumerà la forma giuridica attuale di “Istituzione” nel 1994, ponendosi come luogo di analisi, formazione e ricerca sui temi della salute mentale e della coesione sociale.
Bruna Zani
