L’impatto della Legge Basaglia (Legge 180/1978) a Bologna fu profondo e, per certi versi, anticipatore rispetto al panorama nazionale. La città non si limitò ad “applicare” la norma, ma aveva già avviato un fermento culturale e politico che rese il superamento del manicomio un processo organico, seppur complesso.
Ecco i punti chiave di questa rivoluzione a Bologna.
- La fine del “Roncati”: una data storica. Il simbolo della psichiatria segregante a Bologna era l’Ospedale Psichiatrico Provinciale “Francesco Roncati” in via Sant’Isaia. In applicazione della Legge 180, il manicomio cessò ufficialmente la sua funzione di ricovero il 31 dicembre 1980. A differenza di altre realtà italiane dove i manicomi rimasero “aperti di fatto” per anni, Bologna rispettò tempi serrati. Le mura che per oltre un secolo avevano separato la “follia” dalla città si aprirono, e la struttura smise di essere un luogo di segregazione.
- Dal manicomio al territorio: la nascita dei CIM. La vera sfida non era solo chiudere il Roncati, ma dove accogliere i pazienti. Bologna puntò tutto sulla territorializzazione.
- Nacquero i Centri di Igiene Mentale (CIM) diffusi nei quartieri. L’idea era curare il malato nel suo contesto di vita, senza sradicarlo.
- La gestione passò dalla Provincia alla neonata USL 27 (Bologna Ovest), segnando il passaggio dalla logica di “custodia” (ordine pubblico) a quella di “cura” (sanità pubblica).
- Gli spazi dell’ex manicomio non furono abbandonati ma riconvertiti: l’edificio storico del Roncati divenne sede di servizi sanitari aperti a tutti (come il Poliambulatorio Saragozza), in una sorta di “riscatto” simbolico del luogo.
- Le difficoltà e l’eredità. Il processo non fu indolore. La dimissione dei lungodegenti (persone che avevano vissuto decenni in manicomio e non avevano più una famiglia) richiese la creazione di appartamenti supportati e strutture residenziali, un modello che Bologna sviluppò con decisione. Oggi, l’eredità di quella stagione è visibile nell’Istituzione Gian Franco Minguzzi (https://minguzzi.cittametropolitana.bo.it/) che si occupa di studio e documentazione sulla salute mentale, mantenendo viva la memoria di quella conquista di civiltà.
Francesco Violante
