Le biblioteche nei quartieri nascono come sezioni decentrate di pubblica lettura e si collocano sul territorio secondo il processo di decentramento di servizi e funzioni istituzionali espresse dalla cittadinanza. Agli inizi degli anni Sessanta, le prime sezioni sono aperte al pubblico in via sperimentale, gestiscono principalmente punti di lettura in sede e prestito a domicilio orientate verso una politica propedeutica di diffusione della cultura del libro e della lettura per avvicinare il maggior numero di cittadini. Nella loro maggior parte sono ospitate all’interno di locali di proprietà comunale, in particolare: Via San Donato 68; Via Fratelli Rosselli 6; Via Marco Emilio Lepido 25; Via Francesco Zanardi 228; Via Sant’Isaia 31 e in affitto per gli uffici del quartiere Santa Viola, in Via Emilia Ponente 159. La gestione è affidata alla Biblioteca dell’Archiginnasio che formalizza l’istituzione delle sei biblioteche nel 1965 per aver raggiunto pienamente lo scopo prefissato, incontrando il più largo favore della popolazione interessata all’iniziativa. Nel secondo tempo del decentramento le biblioteche assumono un ruolo centrale nella costruzione della fisionomia del quartiere nuovo, esprimono una domanda intensa e diversificata in grado di assicurare un’acquisizione critica della cultura, stimolando interessi e partecipazione che si consolidano superando la fase sperimentale di promozione. Il cambiamento nel servizio risponde alle nuove esigenze degli utenti verso un’offerta qualitativa che crea le condizioni per uno sviluppo consapevole e professionale dei servizi bibliotecari decentrati. Le biblioteche estendono la loro presenza nelle sedi di quartiere: Saffi, in via dello Scalo 21; Irnerio in via Zamboni 15 e alla Barca con una dotazione di 1.500 volumi e una sezione di consultazione; al quartiere Mazzini una biblioteca con annessa discoteca e fototeca in via Udine 6; un punto di lettura e prestito al Villaggio Pilastro nel quartiere San Donato. Nel 1980 le biblioteche di quartiere sono sedici, comprendenti emeroteche, sale di consultazione di giornali e riviste, sale di musica, discoteche, spazi pubblici per iniziative culturali autonome. Nell’ultima fase del processo di decentramento, la gestione delle biblioteche è affidata, insieme ad altri servizi, ai quartieri secondo il regolamento approvato il 25 marzo 1985, per riaffermare il legame di partecipazione con il territorio e l’intervento diretto degli organi elettivi degli stessi.

Paola Furlan