Eustachio “Nino” Loperfido, neuropsichiatra, dal 1968 al 1973 è Direttore dell’Istituto medico-psico-pedagogico “Sante Zennaro” di Imola, dove promuove il superamento di quell’”Istituzione totale”, in Centro di servizi sanitari e sociali, sperimentando forme nuove del prendersi cura dei minori in difficoltà.
Nel 1973 entra nella prima Giunta del Sindaco Renato Zangheri come Assessore alla Sanità, carica che manterrà fino al 1980. In quel periodo ricco di idee e suggestioni, Loperfido è tra i principali fautori della creazione dei “Distretti Socio-Sanitari” che anticiparono la riforma sanitaria, promuovendo un modello socio-sanitario inclusivo che, prima ancora della legge Basaglia, considerava i luoghi di assistenza e i programmi terapeutici orientati alla persona, intesa nella sua interezza fisica, psicologica e sociale.
Chi ha la responsabilità di governo deve avere la capacità di percepire, di cogliere, chiamiamoli così, i bisogni, ma non in senso assistenziale, le istanze, i desideri evolutivi della popolazione e lanciare delle proposte confezionate in modo che coinvolgano la cittadinanza. Noi questo abbiamo fatto. … Il sindaco, fin dall’inizio del mandato disse che la nostra via maestra doveva essere la valorizzazione del quartiere e del decentramento. “Bisogna che i quartieri diventino i capisaldi della partecipazione dei cittadini e della crescita della nostra popolazione e della nostra città” (Eustachio Loperfido, intervista a Memorie Vive)
Negli anni ’80 lavora nei Servizi della USL 27, come Primario di Neuropsichiatria infantile e Responsabile del Servizio Materno Infantile. Nel 1995 la Provincia di Bologna gli affida la carica di Presidente dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi, carica che manterrà fino a pochi mesi prima della sua morte (avvenuta nel 2008).
Bruna Zani
