Renato Zangheri diventò sindaco nel luglio 1970, confermando Tarozzi all’Assessorato all’istruzione e caratterizzando il suo mandato per Bologna come ‘città dei servizi’. Nel 1971 nacque il Gruppo di Direzione Didattica comunale coordinato da Piero Bertolini e Franco Frabboni dell’Università di Bologna, con funzione di stimolo e supporto, dando vita al primo corso di aggiornamento per le insegnanti di scuola comunale dell’infanzia ‘a nuovo indirizzo’, a siglare un nuovo ‘intreccio virtuoso’ tra università, amministrazione comunale e scuola militante, confermato poi dalla nascita dell’Equipe di coordinamento pedagogico. Dal 1970 al 1983 Zangheri guidò la città come sindaco realizzando l’edilizia scolastica di avanguardia progettata in precedenza, sostenendo il tempo pieno, la qualità delle scuole dell’infanzia, la mensa scolastica, i nidi, campi solari e forme alternative alle colonie, come soggiorni di vacanza e campeggi anche per adolescenti. Nel 1974 nacque l’Istituto Regionale di Psicopedagogia dell’Apprendimento–IRPA, diretto da Ettore Tarozzi e proseguirono i Febbrai pedagogici. Nel 1975 a Tarozzi subentrò Aureliana Alberici che proseguì a realizzare Bologna come laboratorio pedagogico e didattico per una società e scuola democratica, affrontando le sfide di un mutato clima politico e culturale generale, tra cui l’integrazione degli alunni ‘handicappati’, grazie ad Andrea Canevaro, docente del Magistero bolognese, ed Eustachio Loperfido, lo psichiatra membro della Giunta e protagonista delle battaglie a favore della deistituzionalizzazione. Nel 1980 fu varato il nuovo Regolamento delle scuole dell’infanzia e fu avviato il Piano Giovani. A causa della disponibilità del Ministero ad ampliare i posti statali per il tempo pieno, si pose il problema della riconversione delle mansioni del personale docente del tempo pieno comunale, che portò alla nascita delle aule didattiche decentrate del Progetto ‘Scuola-territorio’ e del sistema formativo integrato bolognese.
Mirella D’Ascenzo
