Il Mandato Amministrativo di Renato Zangheri si svolse nella grave crisi economica degli anni ’70, che incideva negativamente sul mondo delle imprese, sulla occupazione e sui salari. Bologna resse all’impatto della crisi per il suo tessuto economico-produttivo,caratterizzato da piccole e medie imprese, ma anche per le politiche di sostegno economico e infrastrutturale della Amministrazione Locale, che realizzò importanti SERVIZI ALLE IMPRESE. Rimaneva una forte CRISI SOCIALE, dovuta a disoccupazione e a bassi salari. Per fare fronte a questa situazione, l’Amministrazione Zangheri avviò una politica di SERVIZI AI CITTADINI e di STATO SOCIALE, per aprire processi di integrazione sociale e salariale, ponendo l’UOMO AL CENTRO DELLA COSTRUZIONE DI UNA SOCIETÀ MODERNA.
Per attuare questa politica, l’Amministrazione Zangheri superò le politiche di pareggio di bilancio delle precedenti Amministrazioni, che garantivano autonomia del Governo Locale dai Governi Centrali, proponendo una visione di Finanza Pubblica di compartecipazione alla verifica delle Entrate, attraverso la collaborazione tra Consiglio Tributario Comunale e Agenzia delle Entrate, e alla compartecipazione alla spesa pubblica, nella visione costituzionale dello Stato, decentrato in Regioni, Province e Comuni. Nel decennio 1967-1977 la spesa comunale per l’economia crebbe in misura ridotta, da 3,0 a 7,7 miliardi, mentre la spesa sociale passò da 8,0 a 31,0 miliardi del Bilancio Comunale. È la svolta che caratterizzò Bologna a livello nazionale e internazionale, per i suoi Servizi alle Imprese e al Cittadini.

Giancarlo Pavoni