La città si amplia occupando 1.116 ettari di terreno in più (rispetto ai 3.580 preesistenti), di cui il 28% viene utilizzato per le aree produttive (13%) e per quelle residenziali (15%); mentre il 52% delle nuove urbanizzazioni è occupato da attrezzature collettive territoriali, urbane e di quartiere, per parchi e per impianti sportivi.
La localizzazione degli interventi pubblici si è estesa capillarmente a tutta la città in modo da superare le carenze di servizi delle periferie. Nel decennio sono state costruite oltre il 40% delle aule scolastiche oggi esistenti, di cui 858 su 907 realizzate nei quartieri periferici.
Così dal 1975 si sono aboliti i doppi turni nelle scuole di ogni ordine e grado. Gli impianti e le attrezzature sportive sono passati dai 79 del 1971, ai 263 del 1981.
I giardini pubblici hanno occupato sia gli interstizi del tessuto urbano, quanto gli spazi di connessione dei nuovi insediamenti. A queste dotazioni verdi si sono affiancati i grandi parchi della collina che hanno reso immediatamente evidente l’importanza della sua salvaguardia. Complessivamente le aree pubbliche poste a verde, a orti sociali e ad attrezzature sportive hanno coperto 406 ettari, contro i 90 ettari realizzati tra il 1951 e il 1971.
La costruzione dei Centri civici e dei Centri sociali ha interessato l’insieme dei quartieri e ha costituito un importante supporto fisico al processo di partecipazione democratica dei cittadini, coinvolti attraverso i Consigli e le Commissioni di quartiere e grazie al decentramento dei servizi e delle funzioni amministrative. Le nuove zone produttive hanno riguardato 143 ettari, in aggiunta ai 193 ettari dei due decenni precedenti, mentre il consolidamento degli insediamenti esistenti è avvenuto fondamentalmente in lotti già urbanizzati per 300.000 metri quadrati di superficie utile. Le nuove destinazioni residenziali, attuate attraverso i piani di zona PEEP (Piani per Edilizia Economica e Popolare) che hanno costituito la struttura urbana dei nuovi quartieri, sono state estese per 120 ettari, fino a raggiungere i 170 ettari complessivi.
Si è significativamente attuato il recupero urbano, attraverso il risanamento di comparti degradati del Centro Storico (San Carlo, Solferino, San Leonardo, Santa Caterina, Fondazza), dimostrando che è possibile qualificarne, oltre all’aspetto architettonico, anche quello sociale. Negli anni Settanta, all’interno del Centro Storico sono stati risanati integralmente 585 alloggi pubblici e 490 alloggi privati con convenzione.
Mentre altre 1.080 abitazioni sono state ristrutturate interamente da privati. Altre 1.518 case sono state interessate da interventi più leggeri e sono pervenute circa 1.400 richieste di autorizzazione per il restauro esterno. In definitiva, si è registrato un complesso di interventi che ha rappresentato una svolta nella storia urbanistica di Bologna, ma con un valore che va al di là dei confini comunali, dimostrando che è possibile un futuro migliore, a misura umana.

Roberto Matulli

Territorio comunale: realizzazioni degli anni ’70.
Arancio: residenza prevalente.
Viola: industria.
Marrone: servizi urbani.
Blu: servizi di quartiere.
Verde: verde e sport.
Tratteggio nero: ferrovia e aeroporto.
Riga nera: viabilità.

Territorio comunale al 1981.
Arancio: residenza prevalente. Viola: industria.
Marrone: servizi urbani.
Blu: servizi di quartiere.
Verde: verde e sport.
Tratteggio nero: ferrovia e aeroporto.

Espansione dell’area urbanizzata

Il Fiera District

L’impetuoso sviluppo delle attività economiche di Bologna richiese la realizzazione di un nuovo quartiere per ospitare la Fiera e il Palazzo degli Affari e che, con la variante del 1973 al PRG, assunse le dimensioni di un grande centro direzionale, il Fiera District, su progetto dell’architetto Kenzo Tange (a cui era stato dato in precedenza l’incarico di progettare un ancor più ambizioso piano di espansione della città verso nord), in cui hanno trovato sede la Regione, aziende tra le più rappresentative, il Palazzo dei Congressi, la Galleria d’Arte Moderna e gli ulteriori ampliamenti della Fiera.