Negli anni Settanta irrompono sulla scena movimenti espressione di differenti soggettività, ricerca di libertà e autodeterminazione. Oltre alla storica associazione Unione Donne Italiane (UDI), particolarmente radicata sul territorio bolognese, emergono i primi collettivi femministi e sempre più risonanti si fanno le manifestazioni per l’aborto e contro la violenza sessuale.
L’UDI è contaminata dalla nuova soggettività femminile, organizza e partecipa ai cortei che sfilano per le vie cittadine e si fa promotrice, nel 1979 assieme a gruppi e collettivi femministi, della raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che riconosca la violenza sessuale come reato contro la persona.
Gli effetti indotti dall’ampliamento e dal radicalismo dei movimenti delle donne accelerano percorsi istituzionali in atto da tempo: il divorzio viene sancito definitivamente con il Referendum del 1974, mentre si sviluppa il dibattito parlamentare intorno alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, che sarà varata nel 1978 e, confermata, dopo una grande campagna, dal Referendum del 1981. Nel 1975 vengono approvate la legge di istituzione dei consultori familiari e la riforma del diritto di famiglia che stabilisce la parità tra i coniugi. Queste leggi vedono un’attivazione importante delle donne sul territorio bolognese per l’approvazione e l’applicazione dei due provvedimenti; in quella mobilitazione Diana Franceschi, all’epoca Segretaria dell’UDI, ricopre un ruolo chiave.
Gli echi del protagonismo femminile raggiungono anche il piano della rappresentanza: se le elezioni amministrative del 1975 a Bologna non segnano un significativo aumento delle consigliere, tuttavia, entrano in Giunta Aureliana Alberici con la delega all’Istruzione e Diana Franceschi, a cui venne affidato il nuovo Assessorato ai problemi femminili. Pur non essendo una novità assoluta – un Assessorato alle donne era stato presente dal 1956 al 1960 – esso costituisce un sintomo dei tempi mutati. Tra le sue iniziative più significative vi è il Convegno nazionale sul nuovo diritto di famiglia del gennaio 1977.

Eloisa Betti e Elda Guerra